GLOSSARIO
Melodramma = dal greco μέλος = canto o musica + δρᾶμα = azione scenica)è sinonimo di opera.
Il termine è talvolta utilizzato anche per indicare il libretto di un'opera (ad esempio, ci si riferisce comunemente ai libretti di Pietro Metastasio usando la parola "melodrammi"), interpretando l'etimologia come dramma per canto anziché come abbinamento di canto e azione.
Teatro = Il teatro è un insieme di differenti discipline, che si uniscono e concretizzano nell'esecuzione di un evento spettacolare dal vivo.
Da Aristotele ai giorni nostri, il termine ha subito diverse interpretazioni e sviluppi, ed è certo che il dibattito intorno ad una definizione esaustiva dell'evento teatrale continuerà in futuro.
Retropalco = s.r.l. è una società di Servizi per lo Spettacolo che organizza eventi teatrali e musicali, gestendone il management artistico, l’organizzazione logistica e le attività di ufficio stampa, promozione e comunicazione. Retropalco s.r.l. ha competenze nella gestione di archivi musicali e, attraverso le Edizioni Sconfinarte si occupa dell’edizione, diffusione ed esecuzione di musica contemporanea.
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Palcoscenico = Il palcoscenico (o palco) è l'elemento della scena sopra cui si svolge l'azione teatrale. In genere costituito di tavole di legno, all'interno di un edificio teatrale. Il palcoscenico nasce con la costruzione degli antichi teatri romani. Precedentemente nel teatro greco gli attori recitavano nell'orchestra (lo spazio semicircolare circondato dalle gradinate).
L'Italiana in Algeri è un'opera lirica di Gioachino Rossini. Il libretto di Angelo Anelli, un dramma giocoso in due atti, appartiene al genere dell'opera buffa ed era stato scritto per la musica di Luigi Mosca, autore pure lui di un'opera omonima rappresentata per la prima volta nel 1808. Com'era abbastanza d'uso allora, Rossini riprese lo stesso libretto (con alcuni cambiamenti affidati aGaetano Rossi) e scrisse la sua opera con lo stesso titolo. Il melodramma venne rappresentato per la prima volta al Teatro San Benedetto di Venezia ed ebbe subito un ottimo successo, anche grazie alla compagnia di canto comprendenteMarietta Marcolini e Filippo Galli. Ancora oggi, insieme a Il barbiere di Siviglia e alGuglielmo Tell, è una delle opere di Rossini più rappresentata nei repertori di tutti i teatri lirici. La commedia si ispira ad un fatto di cronaca realmente accaduto: la vicenda di Antonietta Frapolli, signora milanese rapita dai corsari nel 1805, portata nell'haremdel Bey di Algeri Mustafà-ibn-Ibrahim e poi ritornata in Italia. Pare che l'allora ventunenne Rossini abbia composto l'opera in soli 18 giorni. Per la perfetta commistione fra sentimentale, buffo e serio, l'opera è stata definita da Stendhal come "la perfezione del genere buffo".
Le forme della musica romantica LA FORMA MUSICALE: In genere le composizioni musicali sono costruite seguendo una forma prestabilita. La forma è la struttura con la quale si organizzano le frasi e i periodi all'interno di un brano musicale. Esistono molti tipi di forme musicali: - Alcune sono regolate da schemi molto rigidi e precisi; - Altre sono più libere e"flessibili"e offrono maggior spazio alla fantasia del compositore. Le forme monopartite costituite da un'unica sezione che si ripete uguale o variata. Le fome bipartite basate sul contrasto tra due parti diverse tra loro Le forme tripartite presentano una struttura simmetrica che si basa sui criteri del contrasto e della ripetizione Le forme polifoniche basate sulla sovrapposizione e intreccio di più linee melodiche Le forme libere il compositore non utilizza più su schemi predefiniti ma segue liberamente la propria ispirazione musicale Le forme narrative la musica si profigge di raccontare o illustrare qualcosa (un testo,una poesia,un quadro
LA MUSICA NELL'ETA' ROMANTICA
La cultura romantica
Il Romanticismo è stato un movimento artistico, musicale, culturale e letterario sviluppatosi in Germania (Romantik) preannunciato in alcuni dei suoi temi dal movimento preromantico dello Sturm und Drang, al termine del XVIII secolo e poi diffusosi in tutta Europa nel secolo seguente. Il termine "Romanticismo" viene dall’inglese romantico che nella metà del XVII secolo usava questo termine riferendolo a ciò che rappresentava non la realtà ma quello che veniva descritto in termini "romanzeschi" in certa letteratura come quella dei romanzi cavallereschi. Accanto a questo primo significato si sviluppò e alla fine prevalse nel XVIII secolo quello di "pittoresco" riferito non solo a ciò che veniva artisticamente raffigurato ma soprattutto al sentimento che ne veniva suscitato.
LE BALLATE
Ballate
La ballata è una forma di poesia chiamata anche canzone a ballo perché destinata al canto e alla danza, è un componimento che si trova in tutte le letterature di lingua romanza e ha una particolare struttura. Inoltre era particolarmente caratteristica della poesia popolare Britannica e Irlandese dal periodo del Tardo Medioevo fino al 1800; usata ampiamente in Europa e più tardi in America, Australia e in Nord Africa. Questo tipo di poesia fu spesso utilizzata dai poeti e dai compositori a partire dal 1700 per produrre ballate liriche.
venerdì 30 novembre 2012
IL PRE-JAZZ
Tutto ebbe inizio sicuramente da un avvenimento storico drammatico come quello della deportazione degli schiavi africani negli Stati Uniti, in particolare negli stati del Sud per lavorare come schiavi nelle piantagioni.
Furono loro che iniziano a cantare “worksong” nelle campagne durante il duro lavoro, lo spiritual e il gospel nelle funzioni religiose, il blues Dopo l’abolizione della schiavitù nel 1863 i numerosi neri si stabilirono nelle grandi città americane e molti di essi trovarono lavoro come musicisti. E contribuirono alla diffusione di questo nuovo genere. Queste forme di musica si riversarono tutte assieme nelle originarie e primitive forme del jazz che unite alla cultura dei bianchi immigrati che abitavano in quei luoghi danno origine al genere jazz come lo conosciamo.
Alla base del jazz ci sono tre caratteristiche fondamentali :
-Il ritmo: che nel jazz ha un suono tutto particolare fortemente sincopato
-improvvisazione: musicisti alle quali non manca l’esperienza improvvisano degli accenti delle sfumature tipiche del jazz
-la voce : nel jazz cantato l’uso della voce a toni bassi è l’elemento peculiare .
IL JAZZ
Il jazz è un genere musicale di origine statunitense nato nei primi anni del XX secolo nelle comunità afroamericane del sud degli Stati Uniti. Frutto di una confluenza di tradizioni musicali africane ed europee, le sue caratteristiche peculiari sono l'uso intenso di improvvisazione, il ritmo swing spesso sincopato, la poliritmia e il tono malinconico dato dall'uso delle blue note.
SPIRITUAL Lo spiritual è una musica afro-americana, usualmente con un testo religioso cristiano. Originariamente monofonica e a cappella, questo genere musicale è antecedente al blues. Lo spiritual è l'antenato del jazz. Solitamente gli schiavi neri cantavano queste canzoni, accompagnandosi con rumori prodotti da coperchi di pentole e lattine, al fine di battere il tempo
. Lo spiritual era un canto spirituale, come dice il nome stesso, che veniva dedicato a Dio per alleviare i dolori e le sofferenze della schiavitù. I termini nero spiritual, black spiritual, e afro-american spiritual sono tra loro sinonimi; nel XIX secolo il termine jubilee era più diffuso (soprattutto tra gli afroamericani; i bianchi spesso chiamavano queste canzoni degli schiavi). Qualche musicologo invece li chiama canti folk degli afroamericani.
sabato 17 novembre 2012
Giuseppe Verdi nacque nelle campagne della bassa parmense, a Roncole, frazione di Busseto, il 10 ottobre 1813 da Carlo, oste e rivenditore di generi alimentari, e Luigia Uttini, filatrice. Carlo proveniva da una famiglia di agricoltori piacentini (stesse origini della moglie) e, dopo aver messo da parte un po' di denaro, aveva aperto una modesta osteria nella casa di Roncole, la cui conduzione alternava al lavoro dei campi. L'atto di nascita fu redatto in francese, appartenendo in quegli anni Busseto e il suo territorio all'Impero francese creato da Napoleone.
Pur essendo un giovane di umile condizione sociale, riuscì tuttavia a seguire la propria vocazione di compositore grazie alla buona volontà e al desiderio di apprendere dimostrato. L'organista della chiesa di Roncole, Pietro Baistrocchi, lo prese a benvolere e gratuitamente lo indirizzò verso lo studio della musica e alla pratica dell'organo. Più tardi, Antonio Barezzi, un negoziante amante della musica e direttore della locale società filarmonica, convinto che la fiducia nel giovane non fosse mal riposta, divenne suo mecenate e protettore aiutandolo a proseguire gli studi intrapresi.
La prima formazione del futuro compositore avvenne tuttavia sia frequentando la ricca biblioteca della Scuola dei Gesuiti a Busseto, ancora esistente, sia prendendo lezioni da Ferdinando Provesi, maestro dei locali filarmonici, che gli insegnò i principi della composizione musicale e della pratica strumentale. Verdi aveva solo quindici anni quando, nel 1828, una sua sinfonia d'apertura venne eseguita, in luogo di quella di Rossini, nel corso di una rappresentazione di Il barbiere di Siviglia al teatro di Busseto. Nel 1832 si stabilì a Milano, grazie all'aiuto economico di Antonio Barezzi e a una "pensione" elargitagli dal Monte di Pietà di Busseto. A Milano tentò inutilmente di essere ammesso presso il locale prestigioso Conservatorio e fu per diversi anni allievo di Vincenzo Lavigna, maestro concertatore alla Scala. Nel 1836sposò Margherita Barezzi, ventiduenne figlia del suo benefattore, con la quale due anni più tardi andò a vivere a Milano in una modesta abitazione a Porta Ticinese. Nel 1839 riuscì finalmente, dopo quattro anni di lavoro, a far rappresentare la sua prima opera alla Scala: era l'Oberto, Conte di San Bonifacio, su libretto originale di Antonio Piazza, largamente rivisto e riadattato daTemistocle Solera. L'Oberto era un lavoro di stampo donizettiano, ma alcune sue peculiarità drammatiche piacquero al pubblico tanto che l'opera
RICHARD WAGNER
Wilhelm Richard Wagner (Lipsia, 22 maggio 1813 – Venezia, 13 febbraio 1883) è stato un compositore, librettista, direttore d'orchestra e saggista tedesco. Firma di Wagner Citato a volte nei testi in lingua italiana[1] come Riccardo Wagner[2], è riconosciuto come uno dei più importanti musicisti di ogni epoca, nonché del romanticismo. Wagner è principalmente noto per la riforma del teatro musicale. Diversamente dalla maggioranza degli altri compositori di opera lirica, Wagner scrisse sempre da sé il libretto e lasceneggiatura per i suoi lavori.[3] Le composizioni di Wagner, in particolare quelle del suo ultimo periodo, sono rilevanti per la loro tessitura contrappuntistica, il ricco cromatismo, le armonie, l'orchestrazione e per l'uso della tecnica del leitmotiv: temi musicali associati a persone, luoghi o sentimenti.[4] Wagner inoltre fu il principale precursore del linguaggio musicale moderno: l'esasperato cromatismo del Tristano avrà infatti un effetto fondamentale nello sviluppo della musica classica.[5] Egli trasformò il pensiero musicale attraverso la sua idea di Gesamtkunstwerk (opera totale), sintesi delle arti poetiche, visuali, musicali e drammatiche. Questo concetto trova la sua realizzazione nel Festspielhaus di Bayreuth, il teatro da lui costruito appositamente per la rappresentazione dei suoi drammi, dove tuttora si svolge il Festival di Bayreuth, dedicato completamente al compositore di Lipsia.[6] La sua arte rivoluzionaria, su cui sono presenti, dal punto di vista dei libretti, influenze della tradizione della mitologia norrena, germanica e dei poemi cavallereschi, nonché quelle della filosofia di Arthur Schopenhauer, e dal punto di vista musicale influssi dell'intera storia della musica classica, scatenò reazioni contrastanti nel mondo artistico e divise critici e appassionati in "wagneriani" e "antiwagneriani": fu anche per questo che il compositore conobbe il successo solo negli ultimi anni della sua vita.[7] Secondo Friedrich Nietzsche, che gli fu amico per un breve periodo, prima della sua rottura ideologica con il compositore, la musica delle opere migliori di Wagner, secondo il suo giudizio quelle della tetralogia L'anello del Nibelungo, il Tannhäuser e il Tristano e Isotta, rappresenta in pieno il massimo esempio dello spirito dionisiaco nella storia della musica stessa, cioè il suo aspetto istintuale, in contrapposizione a quella di Mozart, che raffigura lo spirito apollineo, ossia il raziocinio.[8]
GLOSSARIO
Il teatro= è un insieme di differenti discipline, che si uniscono e concretizzano nell'esecuzione di un evento spettacolare dal vivo
Melodramma =è sinonimo di opera ,il termine è talvolta utilizzato anche per indicare il libretto di un'opera (ad esempio, ci si riferisce comunemente ai libretti di Pietro Metastasio usando la parola
Palco= è l'elemento della scena sopra cui si svolge l'azione teatrale. In genere costituito di tavole di legno, all'interno di un edificio teatrale. Il palcoscenico nasce con la costruzione degli antichi teatri romani. Precedentemente nel teatro greco gli attori recitavano nell'orchestra (lo spazio semicircolare circondato dalle gradinate).
L'aristocrazia è una forma di governo nella quale poche persone (che secondo l'etimologia greca del termine dovrebbero essere i "migliori") controllano interamente lo Stato. Secondo il pensiero aristotelico è una delle tre forme sane di governo, assieme a monarchia e politeia, mentre l'oligarchia è la sua forma degenerata. Questa classe sociale fu introdotta per la prima volta nella civiltà greca. È stata, assieme alla monarchia, tra le forme di governo più diffuse in Europa negli ultimi secoli, generalmente sotto forma di monarchie costituzionali, nelle quali il potere del sovrano è controllato da un parlamento composto da soli nobili. Relativamente alla situazione degli ultimi secoli, il termine indica a volte gli appartenenti alla classe sociale che può controllare lo stato, e dunque è usato in modo errato per indicare la nobiltà.
La borghesia =è una delle classi sociali nelle quali viene tipicamente suddivisa la società capitalista (colui che possiede un capitale), secondo alcune scuole di pensiero economiche occidentali, in particolare il Marxismo. Il termine deriva da borgo, ossia dalle parti costituenti delle città medioevali, e di cui è rimasta ancora oggi traccia nella toponomastica di alcune città, come nel caso dei fiorentini Borgo San Frediano e Borgo San Jacopo. Un borghese era quindi una persona che aveva una casa nel centro di un villaggio anziché nel castello, e praticava un libero mestiere, che poteva spaziare dall'artigianato al commercio, dalla medicina all'arte. Inoltre, non essendo nobile, era escluso, almeno in origine, dalla possibilità di portare le armi e una derivazione di questa norma è rintracciabile nel gergo militare che definisce borghese colui che non veste la divisa. È da sottolineare che una grande parte di quei mestieri considerati tipicamente borghesi, erano già presenti nella struttura socio-economica dell'impero romano e delle città-stato greche.
Il palco reale = è un particolare tipo di palchetto presente in quei teatri costruiti secondo la logica del teatro all'italiana, una particolare consuetudine nell'architettura teatrale occidentale che imponeva la divisione dello spazio per gli spettatori in palchi. Posto frontalmente al palcoscenico, è di norma situato sopra il primo ordine di palchi e, essendo di ampiezza ed altezza maggiore rispetto ai normali palchetti, solitamente si sviluppa verticalmente fino a coprire l'altezza di due o più ordini. L'aggettivo "reale" indica la sua funzione: essendo la struttura del teatro all'italiana pensata per rispecchiare l'ordine sociale che utilizzava il teatro come salotto, il palco reale accoglieva il monarca e i componenti della famiglia reale quando questi presenziavano alle rappresentazioni. Non era comunque l'unico posto ove i regnanti potevano sedere a teatro: spesso la barcaccia o i palchi di proscenio, posti in prossimità del palcoscenico, permetteva una migliore visibilità. Moderno riutilizzo di un palco reale, con trasformazione dello stesso in galleria per il pubblico (Teatro di Meiningen) Finemente decorati e stuccati, i palchi reali portavano lo stemma della casata regnante a completamento dell'arcata che li incorniciava: spesso, un drappo appeso al reggipetto ne ripeteva il blasone.
Con la progressiva trasformazione degli stati da monarchie a repubbliche, l'usanza di costruire teatri all'italiana cessò completamente: gli unici esempi di palchi reali a noi giunti sono quelli dei teatri antichi ancora funzionanti. Inoltre, la presenza dei palchi reali vi è solo nelle strutture di una certa grandezza. Oggigiorno, dove il palco reale non è conservato nella sua originaria struttura, è possibile che le alte cariche dello Stato prendano posto in tale luogo per presenziare ad eventi culturali.
Il foyer= è il locale, adiacente ad una sala teatrale o cinematografica, dove gli spettatori hanno la possibilità di intrattenersi prima e dopo lo spettacolo e durante le pause. In italiano lo stesso luogo si può indicare anche col termine ridotto.
La platea = si trova generalmente nei teatri o nei cinema ed è la superficie della sala antistante il palcoscenico, dove sono disposte le poltrone per il pubblico. È frequentemente contrapposta alla galleria o ai palchi
La Scala è una fama mondiale teatro d'opera a Milano , Italia. Il teatro fu inaugurato il 3 agosto 1778 e fu originariamente conosciuto come il New Royal-Ducal Teatro alla Scala ( Nuovo Regio Ducale Teatro alla Scala ). La prima esecuzione fu Antonio Salieri 's Europa riconosciuta . La maggior parte dei più grandi artisti italiani d'opera, e molti dei migliori cantanti provenienti da tutto il mondo, sono apparsi alla Scala nel corso degli ultimi 200 anni. Oggi, il teatro è ancora riconosciuto come uno dei principali dell'opera e teatri di balletto del mondo ed è sede del Teatro alla Scala Chorus, Teatro alla Scala Balletto e Orchestra del Teatro alla Scala. Il teatro ha anche una scuola di socio, noto come il Teatro alla Scala Academy (italiano: Accademia Teatro alla Scala ), che offre una formazione professionale in musica, danza, artigianato palco e direzione artistica.
LA DROGA : I TIPI
Nella tabella che segue, si riportano, unitamente alla classificazione, tipologia e all’origine, gli effetti correlati ad alcune ( le più importanti ) tipi di droga:
classificazione
droghe
origine
effetti
sedative – antidepressive
morfina
Naturale: derivata dall’oppio, sostanza liquida ricavata dal papaver somniferum
ricavata dalla morfina
la morfina viene usata in medicina per curre forme gravi di dolori ( infarto cardiaco – forme tumorali). Tra i principali effetti negativi si segnalano:
psichici: appiattimento affettivo; fragilità dell’umore; depressione; grave danno nelle relazioni con gli altri-
fisici: morte per arresto respiratorio (overdose); infezioni varie ( AIDS, epatite, tubercolosi, tetano); trombosi e flebiti
eroina
eccitanti o stimolanti
anfetamine
sintetiche: ottenute in laboratorio come derivati dell’efedrina
è un potente stimolante che da assuefazione, tra i principali effetti si rammentano: gravi danni al sistema nervoso centrale; paranoia; allucinazioni auditive; disturbi della personalità; problemi cardiovascolari; ipertermia e convulsioni
cocaina
naturale: estratta dalle foglie di una pianta tropicale: la coca
sotto il profilo farmacologico la cocaina agisce da anestetico locale. Tra gli effetti fisici si distinguono: infarto cardiaco; perforazione del setto nasale; dimagrimento. Tra quelli psichici: elevata eccitazione; inquietudine; paranoia; crisi persecutorie; depressione grave; allucinazioni.
crack o rock
semisintetico: derivato dalla cocaina purificata
gli effetti sono devastanti soprattutto a livello di sistema nervoso centrale. Provoca forte dipendenza
barbiturici
Ottenuti in laboratorio
producono analoghi effetti a quelli sopra descritti
allucinogene
marijuana
naturale: ottenuta dalle foglie o dalle infiorescenze della canapa indiana
tra gli effetti fisici si distinguono: tachicardia; ipotensione ortostatica; lesioni bronchiali; rallentamento della motilità intestinale; riduzione della fertilità. Tra quelle psichiche, si segnalan: apatia; sindrome amotivazionale; riduzione delle capacità cognitive; disturbi psichici.
hashish
naturale: ottenuto dalla resina della canapa indiana
eleva l’umore, facilita la comunicazione, modifica le capacità sensitive; paranoia; irrimediabili danni alla memoria; vomito: depressione, ansia
LSD
semisintetica: ottenuto da un fungo che attacca le graminacee
benché non sia ancora del tutto chiaro il preciso meccanismo attraverso cui la LSD altera le capacità percettive, appare orai certo che i suoi principali effetti sono: schizofrenia; depressione; confusione;
ecstasy
sintetica, ossia prodotta in laboratorio da diverse sostanze chimiche
produce effetti eccitanti e allucinogeni contemporanea-mente. Produce danni irreversibili all’organismo, quali: affaticamento cardiovascolare; aumento della temperatura corporea; distruzione dei terminali nervosi e dei neuroni; insufficienza renale; ecc.
Il blues è una forma musicale vocale e strumentale la cui forma originale è caratterizzata da una struttura ripetitiva di dodici battute e dall'uso, nella melodia, delle cosiddette blue note.
Le radici del blues sono da ricercare tra i canti delle comunità di schiavi afroamericani nelle piantagioni degli stati meridionali degli Stati Uniti d'America (la cosiddetta Cotton Belt). La struttura antifonale (di chiamata e risposta) e l'uso delle blue note (un intervallo di quinta diminuita che l'armonia classica considera dissonante e che in Italia valse al blues il nomignolo di musica stonata) apparentano il blues alle forme musicali dell'Africa occidentale.
Molti degli stili della musica popolare moderna derivano o sono stati fortemente influenzati dal blues.
Sebbene ragtime e spiritual non abbiano la stessa origine del blues, questi tre stili musicali afroamericani si sono fortemente influenzati tra loro.
Altri generi sono derivazioni o comunque sono stati fortemente influenzati da questi: jazz, bluegrass, rhythm and blues, talking blues, rock and roll, hard rock, hip-hop, musica pop in genere.
La ricerca musicale di molti artisti ha portato il blues, e soprattutto il jazz, a contatto con molteplici realtà musicali, creando stili sempre nuovi e differenti.
Come per molte forme di musica popolare, le origini del blues sono oggetto di molte discussioni.
In particolare, non c'è una precisa data di nascita per questo genere musicale: la traccia più antica di una forma musicale simile al blues è il racconto che, nel 1901, fece un archeologo del Mississippi, descrivendo il canto di lavoratori neri che sembra avere affinità melodiche e liriche con il blues. Non è, dunque, possibile stabilire con esattezza una data che segni l'origine del genere, tuttavia un anno fondamentale fu il 1865, anno dell'abolizione della schiavitù negli Stati Uniti d'America: ottenuta la libertà, numerosi ex schiavi-musicisti iniziarono a portare la loro musica fuori dalle piantagioni e, nel giro di qualche decennio, questo genere fu noto ai più fino a giungere alle prime attestazioni che ci sono pervenute.
Uno dei più importanti antenati del blues è senz'altro lo spiritual, una forma di canto devozionale nato dalle riunioni di devoti durante il Grande risveglio dei primi anni del XIX secolo. Di argomento malinconico e appassionato, rispetto al blues gli spiritual avevano accenti meno personali e rivolti alla persona del cantante, riferendosi spesso alla condizione dell'umanità in generale e al suo rapporto con Dio, e i testi erano corrispondentemente meno profani.
Altri antenati del blues vanno cercati fra le work song (canzone di lavoro) degli schiavi di colore (field hollers) e di altra provenienza (canti dei portuali o stevedore; canti dei manovali o roustabout), che risuonavano in America all'epoca della Guerra di secessione (e anche negli anni successivi, in cui la condizione di soggezione e povertà degli afroamericani persistette nonostante l'abolizione della schiavitù). Da questi il blues ereditò probabilmente la sua struttura di call and response ("chiamata e risposta"), di origine Africana, mutuando invece la sua struttura armonica e strumentale dalla tradizione europea.
Molte delle caratteristiche del blues, a cominciare dalla struttura antifonale e dall'uso delle blue notes, possono essere fatte risalire alla musica africana. Sylviane Diouf ha individuato molti tratti, tra cui l'uso di melismi e la pesante intonazione nasale, che fanno pensare a parentele con la musica dell'Africa centrale e occidentale. L'etnomusicologo Gerhard Kubik, professore all'Università di Magonza, in Germania, e autore di uno dei più completi trattati sulle origini africane del blues (Africa and the Blues), è stato forse il primo ad attribuire certi elementi del blues alla musica islamica dell'Africa Centrale e Occidentale:
"Gli strumenti a corda (i preferiti dagli schiavi provenienti dalle regioni islamiche) erano generalmente tollerati dai padroni che li consideravano simili agli strumenti europei come il violino. Per questo motivo gli schiavi che riuscivano a procurarsi un banjo avevano più possibilità di suonare in pubblico. Questa musica solista degli schiavi aveva alcune caratteristiche dello stile di canzone Arabo-Islamica che era stata presente per secoli nell'Africa centro-occidentale".
Kubik fa inoltre notare che la tecnica, tipica del Mississippi e ricordata dal bluesman W. C. Handy nella sua autobiografia, di suonare la chitarra usando la lama di un coltello, ha corrispettivi in Africa. Anche il diddley bow,uno strumento casalingo fatto da una singola corda tesa su un asse di legno, che viene pizzicata modulando il suono tramite uno slide fatto di vetro, che si incontrava spesso nell'America meridionale agli inizi del Novecento, era di derivazione africana.
Nel corso della sua evoluzione, il blues acquisì alcune delle sue caratteristiche dalle "Arie etiopi", gli spettacoli minstrel e dal ragtime. In questo periodo il blues, come testimoniato ad esempio dalle registrazioni di Leadbelly e di Henry Thomas, ha molte forme diverse, le più frequenti essendo le forme in dodici, otto o sedici battute basate sul giro tonica - sottodominante - dominante descritto nel seguito. La forma del blues standard in dodici battute fa la sua apparizione documentata nelle comunità afroamericane del tratto meridionale del Mississippi, sulla Beale Street di Memphis, e nelle orchestre bianche di New Orleans.
IL PRE-JAZZ
Tutto ebbe inizio sicuramente da un avvenimento storico drammatico come quello della deportazione degli schiavi africani negli Stati Uniti, in particolare negli stati del Sud per lavorare come schiavi nelle piantagioni. Furono loro che iniziano a cantare “worksong” nelle campagne durante il duro lavoro, lo spiritual e il gospel nelle funzioni religiose, il blues Dopo l’abolizione della schiavitù nel 1863 i numerosi neri si stabilirono nelle grandi città americane e molti di essi trovarono lavoro come musicisti. E contribuirono alla diffusione di questo nuovo genere. Queste forme di musica si riversarono tutte assieme nelle originarie e primitive forme del jazz che unite alla cultura dei bianchi immigrati che abitavano in quei luoghi danno origine al genere jazz come lo conosciamo. Alla base del jazz ci sono tre caratteristiche fondamentali : -Il ritmo: che nel jazz ha un suono tutto particolare fortemente sincopato -improvvisazione: musicisti alle quali non manca l’esperienza improvvisano degli accenti delle sfumature tipiche del jazz -la voce : nel jazz cantato l’uso della voce a toni bassi è l’elemento peculiare . Il boom del jazz si ha negli anni ’30. La caratteristica principale dello stile è l’esecuzione di linee melodiche improvvisate con la presenza centrale di tre strumenti: tromba, trombone , clarinetto. Tappa fondamentale quanto consequenziale a New Orleans fu Chicago. Durante gli anni ’20, l’originario stile di New Orleans trovò la sua vera fioritura in Chicago e qui si affermò definitivamente Nella southside di Chicago, il quartiere nero, si sviluppò una fervente attività musicale e jazzistica. Qui vennero incisi i primi capolavori da parte delle bands. Chicago, fu dunque, un centro che segnò profondamente l’evoluzione del jazz e rimase costantemente un importante punto di riferimento per i musicisti, tanto è vero che, negli anni ’60 diverrà uno dei più importanti luoghi in cui si solidificheranno le tendenze d’avanguardia musicalmente e politicamente più radicali della cultura nero-americana. Proprio in questa città gli elementi della cultura occidentale e bianca contaminarono il jazz nero. La sensibilità bianca infatti, derivata dai modelli bianchi europei introdusse soluzioni armoniche più raffinate e sempre crescendo, la valorizzazione dell’ elemento solistico che si tradurrà nella preponderanza dell’improvvisazione del singolo e nella dominazione del sassofono, nonché nella nascita delle grosse formazioni annunciando lo stile swing.
martedì 13 novembre 2012
LO SCHIAVISMO
Lo schiavismo è quel sistema sociale ed economico basato sulla schiavitù, e quindi dell'imposizione di diritti di proprietà sulla persona. Secondo definizione dell'ONU, la schiavitù è
« lo stato o la condizione di un individuo sul quale si esercitano gli attributi del diritto di proprietà o taluni di essi, e lo «schiavo» è l’individuo che ha tale stato o condizione »
(Nazioni Unite, Convenzione supplementare sull'abolizione della schiavitù, del commercio di schiavi e delle istituzioni e pratiche analoghe alla schiavitù)
Storicamente il proprietario di uno schiavo aveva diritto di vita e di morte su di esso e sulla sua famiglia, e aveva diritto a sfruttarne il lavoro senza fornire nessun compenso; spesso il costo per il lavoro degli schiavi era limitato al necessario per la loro sopravvivenza. Uno schiavo poteva nascere in questa condizione, se figlio di schiavi, oppure poteva perdere la libertà in determinate situazioni, le più comuni delle quali erano la cattura in guerra o la schiavitù per debiti, per cui un debitore, se non era in grado di rimborsare il proprio creditore, diventava egli stesso una sua proprietà.
La definizione dello schiavismo comporta innumerevoli problemi: infatti esistono le più svariate forme di transizione tra rapporti di semplice sfruttamento e rapporti di schiavitù vera e propria (un caso classico di forma di transizione, assai diffuso del Medioevo, era ad esempio la servitù della gleba). La complessità del problema rende perciò arduo valutare statisticamente il fenomeno nelle varie società (tra cui quella attuale). Tra le varie e numerose forme di schiavismo moderno, particolarmente vergognosa è la piaga della schiavitù di bambini reclutati a scopi militari, o di soddisfacimento sessuale, o per i lavori forzati nell'agricoltura.
In quanto segue, si ripercorrono alcune tappe storiche del fenomeno, cominciando dall'antichità classica. Secondo la maggior parte delle fonti, il termine schiavo deriva dal termine "slavo", in quanto nel medioevo il commercio di schiavi si riforniva soprattutto nell'Europa orientale.[2] (l'etimo è tuttavia contestato). Questo è vero soprattutto nella lingua inglese, dove sia per schiavo che per slavo si usa la stessa parola
GOSPEL
Il termine musica Gospel può riferirsi sia (strettamente) alla musica religiosa che emerse nelle chiese afroamericane negli anni 30 sia alla musica religiosa composta e suonata da artisti, di qualunque etnia del sud degli States. La separazione tra i due stili, infatti, non fu mai assoluta: entrambi nascono dalla tradizione degli inni metodisti. Tuttavia, anche se alcuni brani di una scuola sono mutuati dall'altra, la netta divisione tra America nera e America bianca e tra chiesa nera e chiesa bianca, tenne le due correnti divise. Anche se queste divisioni si sono leggermente allentate nei precedenti 50 anni, le due tradizioni restano tuttora distinte. In entrambe le tradizioni alcuni artisti, come Mahalia Jackson, si limitano ad apparire in contesti puramente religiosi (Gospel in inglese significa Vangelo), mentre altri, come il Golden Gate Quartet o Clara Ward, cantano anche nei night club. La maggior parte degli artisti, come i Jordanaires, Al Green e Solomon Burke tende a suonare in entrambi i contesti. È frequente che includano un pezzo religioso in una performance secolare, sebbene non succeda quasi mai il contrario.
Pero di lavoro si intende un brano musicale strettamente connesso a una specifica forma di lavoro spesso cantato durante lo svolgimento di una mansione, spesso per mantenere tempo e coordinazione; oppure una canzone legata a una mansione o a un mestiere, che può essere un racconto o una descrizione correlata, o ancora una canzone di protesta.Testimonianze di canti di lavoro sono più o meno antiche come i documenti storici, e l'evidenza antropologica suggerisce che ogni società tenda ad avere un proprio repertorio. Molti studiosi moderni di canti di lavoro, hanno incluso nel termine sia le canzoni cantante durante il lavoro che quelle che lo riguardano, poiché le due categorie sono considerate interconnesse.
Norm Cohen divideva le canzoni che aveva raccolto in domestiche, agricole o pastorali, canti marinareschi, canti di lavoro degli afroamericani, canzoni e canti di direzione e street cries.Ted Gioia successivamente divise le canzoni agricole e pastorali in quelle da caccia, coltivazione e di pastorizia, e mise in rilevo le canzoni industriali e preindustriali dei lavoratori tessili, operai, marinai, taglialegna, cowboys e minatori. Ha aggiunto inoltre le canzoni cantate dai prigionieri e i canti di lavoro moderni.Si noti che esiste anche uno standard jazz chiamato "Work Song" (canto di lavoro), inciso nel 1960 dal sassofonista Julian Cannonball Adderley, con il titolo "Them Dirty Blues (1960)".La maggior parte dei canti di lavoro agricoli erano a cappella e molto ritmici, in modo da accrescere la produttività e ridurre il senso di noia.I ritmi di questi canti servono per sincronizzare i movimenti di gruppo, per stesso motivo per cui in alcune parti dell'Africa si usano le percussioni, coordinando la semina e la zappatura.Le parole in questi canti erano spesso improvvisate e cambiavano di volta in volta. L'improvvisazione permetteva a chi cantava di utilizzare talvolta espressioni sovversive. Gli schiavi cantavano versi improvvisati riguardanti la fuga; ancora i marinai improvvisavano versi sulle dure condizioni di lavoro e sulle angherie del proprio capitano. Molti canti di lavoro servono a creare sinergia e simpatia tra i lavoratori
Microsoft Access è software per la gestione di basi di dati di tipo relazionale (DBMS) che integrnativamente un modulo per lo sviluppo rapido di applicativi (RAD ,Rapid Application Development) gestionali di piccole/medie dimensioni.
Microsoft Access è software per la gestione di basi di dati di tipo relazionale (DBMS) che integra nativamente un modulo per lo sviluppo rapido di applicativi (RAD ,Rapid Application Development) gestionali di piccole/medie dimensioni.
Microsoft Access è un programma semplice e potente utilizzabile in primo luogo per archiviare e gestire dati; la sua flessibilità è comunque notevole, e i campi di utilizzo molteplici: dalla semplice creazione di una rubrica elettronica per la gestione e l'archiviazione di indirizzi e numeri telefonici, alla gestione delle vendite, del parco clienti o fornitori, dall'aggiornamento e gestione di un magazzino alla gestione della contabilità o all'analisi di dati statistici, dalla creazione di un qualsiasi tipo di archivio con la possibilità di inserirvi anche immagini, foto o suoni alla realizzazione e all'aggiornamento di schede informative utilizzabili, ad esempio, per un progetto di ricerca, e così via.
Una tabella è un insieme di informazioni organizzate sotto forma di righe, che nella terminologia dei database costituiscono i record, e colonne denominate campi. La figura 1 presenta una tabella di esempio contenente nomi e indirizzi per illustrare la definizione di campo e di record. I nomi dei campi nella parte superiore della tabella forniscono una breve descrizione del tipo di informazione contenuta nel campo stesso.
Occorre quindi tenere presente che, nel caso in cui i dati non siano già in forma tabulare è necessario organizzarli in questa forma per poterli immettere in Access.
Una query corrisponde all'interrogazione di una data base che consente di ricercare e di isolare specifici record contenuti in una o più tabelle. L'utilizzo delle query è molto ampio: ricerca e stampa di record specifici, realizzazione di calcoli soltanto di determinati record, ordinamento dei dati e così via
Può utilizzare dati immagazzinati in formato Access/Jet, SQL Server, Oracle o qualsiasi database in formato compatibile ODBC. La struttura di salvataggio segue il modello tabella relazionale: ossia è possibile immagazzinare i dati da gestire in tabelle composte da un numero elevato di record, ed ogni record contiene i dati distinti per campi. Se una tabella non fosse sufficiente per immagazzinare i dati necessari e fosse necessario utilizzarne altre, è possibile a questo punto collegare le varie tabelle tra di loro con una relazione. Questo consente l'esame dei dati contenuti nel database utilizzando diverse tabelle e quindi giungere ad una pluralità di dati anche complessa.
FRANZ SCHUBERT
Nato a Vienna nel 1797, conosce un'infanzia modesta, durante la quale la sua vocazione musicale è contrastata dal padre, maestro di scuola che lo preferirebbe insegnante.
Studia comunque pianoforte, organo e canto, per giungere alle prime composizioni all'età di dodici anni.
Nel 1818 abbandona definitivamente la strada dell'insegnamento e si consacra al mestiere di musicista, nonostante ciò non gli assicuri un tenore di vista soddisfacente.
La sua sussistenza materiale è infatti appena garantita dai numerosi amici: aristocratici, ricchi borghesi, intellettuali e artisti che Franz ricambia animando divertenti serate impegnate sulla musica, dette appunto Schubertiadi.
L'inestimabile valore della sua musica sarà però apprezzata adeguatamente solo dopo la sua morte, avvenuta nel 1828 a causa di una febbre tifoide, quando il compositore ha appena trentuno anni.
Solo allora infatti viene pubblicata ed eseguita la maggior parte delle sue opere, tra le quali otto sinfonie e vari lavori sacri o destinati al teatro.
Soprattutto però spicca la musica da camera e uno sterminato numero di lieder. Fondamentali anche le pagine per pianoforte solo, che appaiono cantabili ed espressive, lontane da ogni pretesa di virtuosismo spettacolare. Attraverso questa straordinaria produzione, quasi sempre di altissimo livello, Schubert si impone come il più importante contemporaneo di Beethoven e più di questi già orientato verso la stagione romantica che in quegli anni va iniziando.
FRYDERYK CHOPIN
è stato un compositore e pianista polacco. Fu uno dei grandi maestri della musica romantica ed è talvolta ricordato come il poeta del pianoforte[4].
Bambino prodigio, Chopin crebbe a Varsavia, dove ebbe modo di completare la sua formazione musicale. A seguito della repressione russa della Rivolta di Novembre (1830), si trasferì in Francia nel contesto della cosiddetta Grande Emigrazione. Per dieci anni, dal 1837 al 1847, fu legato sentimentalmente alla scrittrice francese George Sand. Era di salute cagionevole, e ciò lo portò alla morte nel 1849, all'età di 39 anni.
Gran parte delle composizioni di Chopin vennero scritte per pianoforte solista; le uniche significative eccezioni sono i due concerti per pianoforte. Le sue opere sono spesso impegnative dal punto di vista tecnico, ma mantengono sempre le giuste sfumature e una profondità espressiva. Egli inventò la forma musicale nota come ballata strumentale e addusse innovazioni ragguardevoli alla sonata per pianoforte, alla mazurca, al valzer, al notturno, allapolonaise, allo studio, all'improvviso, allo scherzo e al preludio.
FRANZ LISTZ
A Londra riceve alcune onorificenze incontrando il Principe di Galles e la Regina Vittoria, a Parigi incontra Claude Debussi, ma in Germania, durante il festival di Bayeruth (festival creato da Wagner), si ammala di polmonite e muore il 31 luglio 1886. il 22 ottobre del 1811, Pianista e Direttore d'Orchestra, si affermò come il più grande pianista del suo tempo, grazie ad un virtuosismo senza confronti.Dopo aver iniziato da bambino lo studio del pianoforte con il padre Adam, funzionario del principe Esterházy, a 11 anni Franz Liszt si trasferisce con la famiglia a Vienna dove può seguire lezioni di composizione con Antonio Salerie e di pianoforte con Czerny, uno dei più rinomati virtuosi dell'epoca.Nel 1823, Franz Liszt arriva a Parigi dove inizia una leggendaria carriera di concertista, mentre studia teoria e composizione nella scuola di Reicha e Paer, per essere ammesso al Conservatorio.Il maestro Cherubini, che è il musicista che lo esamina, non lo ritiene abbastanza preparato e lo boccia.
In musica, un preludio (dal latino praeludium) è generalmente un brano piuttosto breve, di solito senza una forma codificata, collocato all'inizio dell'esecuzione di una composizione o di una sua parte. Esso si differenzia dalla ouverture e dalla sinfonia, per forma e durata
I RUOLI VOCALI
SOPRANO
TENORE
4.BASSO
BARITONO
MEZZOSOPRANO
CONTRALTO
TUTTI ALL' OPERA Che cos'è un'opera lirica?
Avete mai sentito parlare di opera? Opera lirica? No? Non è grave; in genere è considerata una “cosa da grandi”, ma non è proprio vero. Anzi ai bambini e ai ragazzi può piacere parecchio perché, a ben guardare, si tratta di storie spesso anche molto affascinanti. Ma andiamo con ordine e torniamo alla domanda iniziale: «Che cos’è l’opera?». Innanzitutto cerco di darvi una definizione: «L’opera è una rappresentazione teatrale interamente cantata». Spieghiamo meglio! Immaginate di andare a teatro a vedere una commedia. Vi sedete sulle poltrone e davanti a voi avete il palcoscenico (in una delle prossime rubriche vi racconterò per bene come è fatto un teatro). Si apre il sipario e la rappresentazione ha inizio; vedete delle scenografie che rappresentano dei luoghi (per esempio, un castello oppure un bosco oppure, ancora, la grande sala di un palazzo, ecc. ecc,). E i vari personaggi, molto spesso (anzi, quasi sempre) sono in costume d’epoca: per esempio saranno vestiti da principi e principesse oppure da fate e cavalieri o guerrieri e mendicanti. E tutti questi personaggi dialogando fra loro danno vita alla storia che si sta rappresentando. L’opera lirica è molto simile. Ma con una sola e importantissima differenza: i personaggi non parlano, come nella commedia, bensì cantano. Proprio così! Si rivolgono la parola, litigano, si sfidano a duello, si lamentano, sempre e soltanto cantando. E, a questo punto, è necessaria una nuova precisazione. Cantano un po’ diversamente dai cantanti che siamo abituati ad ascoltare in televisione e nei CD. Il canto dei cantanti d’opera è detto lirico ed è molto potente (quando serve) e un po’… vibrato (per questo a volte non si capiscono bene le parole). Per capire meglio la differenza tra il canto lirico e il canto a noi più abituale vi propongo un video nel quale potrete confrontare due cantanti impegnati a eseguire lo stesso brano. Il primo è Zucchero (lo conoscete, vero?) e si alterna con Luciano Pavarotti, uno straordinario tenore purtroppo scomparso (vi parlerò anche delle diverse tipologie di cantanti lirici in una delle prossime rubriche). Ascoltandoli insieme potrete capire perfettamente la diversa impostazione della voce. Il brano eseguito è una particolare interpretazione di Va’ pensiero tratto dall’opera Nabucco: si tratta in realtà di una rielaborazione: nell’opera, infatti, è cantato da un coro e interamente in italiano. Con Va’ pensiero vi saluto e vi do appuntamento alla prossima puntata, nel corso della quale ci addentreremo nei “meccanismi musicali” dell’opera.
Avete mai sentito parlare di opera? Opera lirica? No? Non è grave; in genere è considerata una “cosa da grandi”, ma non è proprio vero. Anzi ai bambini e ai ragazzi può piacere parecchio perché, a ben guardare, si tratta di storie spesso anche molto affascinanti.
Ma andiamo con ordine e torniamo alla domanda iniziale: «Che cos’è l’opera?». Innanzitutto cerco di darvi una definizione: «L’opera è una rappresentazione teatrale interamente cantata». Spieghiamo meglio!
Immaginate di andare a teatro a vedere una commedia. Vi sedete sulle poltrone e davanti a voi avete il palcoscenico (in una delle prossime rubriche vi racconterò per bene come è fatto un teatro).
Si apre il sipario e la rappresentazione ha inizio; vedete delle scenografie che rappresentano dei luoghi (per esempio, un castello oppure un bosco oppure, ancora, la grande sala di un palazzo, ecc. ecc,). E i vari personaggi, molto spesso (anzi, quasi sempre) sono in costume d’epoca: per esempio saranno vestiti da principi e principesse oppure da fate e cavalieri o guerrieri e mendicanti.
E tutti questi personaggi dialogando fra loro danno vita alla storia che si sta rappresentando.
L’opera lirica è molto simile. Ma con una sola e importantissima differenza: i personaggi non parlano, come nella commedia, bensì cantano.
Proprio così! Si rivolgono la parola, litigano, si sfidano a duello, si lamentano, sempre e soltanto cantando.
E, a questo punto, è necessaria una nuova precisazione.
Cantano un po’ diversamente dai cantanti che siamo abituati ad ascoltare in televisione e nei CD.
Il canto dei cantanti d’opera è detto lirico ed è molto potente (quando serve) e un po’… vibrato (per questo a volte non si capiscono bene le parole).
Per capire meglio la differenza tra il canto lirico e il canto a noi più abituale vi propongo un video nel quale potrete confrontare due cantanti impegnati a eseguire lo stesso brano.
Il primo è Zucchero (lo conoscete, vero?) e si alterna con Luciano Pavarotti, uno straordinario tenore purtroppo scomparso (vi parlerò anche delle diverse tipologie di cantanti lirici in una delle prossime rubriche). Ascoltandoli insieme potrete capire perfettamente la diversa impostazione della voce. Il brano eseguito è una particolare interpretazione di Va’ pensiero tratto dall’opera Nabucco: si tratta in realtà di una rielaborazione: nell’opera, infatti, è cantato da un coro e interamente in italiano.
Con Va’ pensiero vi saluto e vi do appuntamento alla prossima puntata, nel corso della quale ci addentreremo nei “meccanismi musicali” dell’opera.