lunedì 26 dicembre 2011







LA MUSICA NErinascimento di tutto quel complesso di idee e di stimoli che ш conosciuto sotto il nome di Rinascimento (D)madrigale (D) e la messa (D) toccarono la genere profano basato Anche in campo musicale il Cinquecento fu un secolo sui testi di autorevoli poeti (anche del passato) come Francesco Petrarca, (SBgeneralmente eseguita.L RINASCIMENTO
. Esaminando le principali caratteristiche musicali del secolo vediamo che il loro massima fioritura: il primo come


sviluppЄ in ambito musicale la Scuola Romana, che ebbe in
Giovanni Luigi da Palestrina (SB) il suo pi∙ significativo rappresentante: la sua produzione infatti rappresenta uno dei vertici di bellezza e di equilibrio a cui giunse la musica polifonica dell’epoca.A Venezia si sviluppЄ la Scuola Veneziana: essa fu animata, soprattutto presso la Basilica di San Marco, da una fitta schiera di musicisti, alcuni ancora di origine fiamminga come Adriano Willaert (1490 ca. - 1562) e Cipriano de Rore (1516 ca. - 1565), altri autenticamente ven ca. - 1586) e Giovanni Gabrieli (1557 ca. - 1612), zio e nipote. Essi tra l’altro portarono a grande risalto la tecnica dei "cori battenti": sfruttando la particolare struttura della Basilica di S. Marco, che permetteva di disporre le voci del coro in pi∙ punti lontani tra loro, per cui si formavano suggestivi giochi d’eco, con altern


anze e sovrapposizioni di solenne grandiositр polifonica.
Anche in altre zone d’Italia si affermarono musicisti di alto livello, soprattutto per la loro produzione di madrigali : ricordiamo Luca marenzio (1553 ca. - 1599) attivo a Modena e Firenze oltre che a Roma e Venezia, e Carlo Gesualdo principe di Venosa (1560 ca. - 1613), che lavorЄ a Napoli ed a Ferrara.
Anche il fondatore del
Calvinismo, Giovanni Calvino (SB), si avvalse della musica nell’esercizio della sua dottrina. Gli Ugonotti (D) Lejeune e Mauduit, contribuirono alla formazione di Salmi musicati in semplice contrappunto a quattro voci, che Calvino permetteva per l’edificazione e l’uso privato dei fedeli mentre nelle assemblee della Chiesa non ammetteva che il canto collettivo all’unisono.
Della musica egli faceva grandissimo conto, ma ne temeva in modo esagerato i possibili effetti corruttori; non diversamente dai legislatori greci, ne regolЄ l’uso con minuziose prescrizioni.eziani, come Andrea (1510




Richiedeva soprattutto semplicitр e modestia, e non ш detto che queste siano le qualitр pi∙ spiccate delle eleganti composizioni di Lejeune nel primo libro del Dodecacorde, nщ di Mauduit, nei suoi Salmi imponenti e maestosi.
Spesso essi elevano l’elaborazione polifonica della semplice melodia dei Salmi alla compiutezza formale di veri e propri
mottetti. (D).
Il pi∙ tipico musicista del Calvinismo fu Claude Goudimel (1505 ca. - 72), barbaramente assassinato nella
notte di San Bartolomeo (ST) (1572).
Povero di fantasia e d’emozione poetica, egli trattЄ le melodie date dei salmi con un abile e diligente contrappunto sillabico, corrispondente in sostanza a un’elementare armonizzazione a quattro voci.
<< L’ethos generale di quest’arte non ш che forza, anzi rigore>> (Bellaigue). Si lamenta, in << quest’inflessibile
musica >>, mancanza di libertр, di scioltezza.
La quadratura ш la sua forma invariabile e un tantino opprimente.
La stessa cura della facilitр d’esecuzione guidЄ
Lutero (SB) nella sua vasta opera musicale svolta a pro della Riforma (ST). Il canto sacro doveva cessare di essere uno spettacolo, un concerto offerto ai fedeli da musicisti di professione, per diventare, invece loro attiva partecipazione. Della virt∙ unificatrice del canto, per fondere le anime in concorde elevazione religiosa, Lutero ebbe altissima opinione.
Egli si sottopose quindi a un lavoro immenso di riduzione, travestimento spirituale di canti profani, adattamento di testi sacri in lingua tedesca e melodie date.

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